Rotator cuff calcific tendinopathy

Rotator cuff calcific tendinopathy

Cos'è?

Si tratta di una patologia comune della spalla causata da formazione di depositi di calcio all'interno dei tendini della cuffia dei rotatori o a livello della borsa sottoacromiale o di entrambi i distretti anatomici.

Il calcio si deposita sotto forma di cristalli di idrossiapatite e causa reazioni infiammatorie nei tessuti circostanti estremamente dolorose nelle forme acute.

Indipendentemente dall'eta', è causa del 10 % delle visite ortopediche richieste per dolore della spalla.

Chi colpisce?

Colpisce prevalentamente donne in età compresa tra i 40 e i 50 anni, lavoratrici. Nel 10 % dei casi bilateralmente.

 

Quali sono le cause?

Ad oggi non esiste una risposta univoca a questa domanda. E' tuttavia corretto definire la calcificazione come l'effetto di una sofferenza tendina (tendinite) e non la causa. Sulla base di una sofferenza tissutale si presenta uno stato infiammatorio progressivamente degenerativo. Sono state studiate le fasi di degenerazione del tessuto tendino (Uthoff): fase formativa, fase di stato e fase risolutiva. Lo stadio sintomatico corrisponde a quello intermedio, in cui la reazione infiammatoria delle cellule tendinee causa edema, aumento della pressione all'interno del tendine e di conseguenza dolore.

Disordini endocrini come disturbi della tiroide, del metaboliscmo degli estrogeni o il diabete sono considerati fattori di rischio per l'insorgenza della patologia.

Come si manifesta?

Il dolore acuto la principale manifestazione clinica della patologia, spesso è associato alla fase acuta.

Altri sintomi come difficolta' ad eseguire movimenti, rigidita', mancanza di forza, devono essere inquadrati dal medico nel contesto clinico, alla luce di test ed indagini radiologiche specifiche.

Episodi acuti ripetuti possono essere sintomo di una tendinopatia cronica evoluta, che si presenta con condizioni patologiche specifiche: rottura della cuffia dei rotatori, borsite, rigidita'.

Quali esami occorrono per fare diagnosi?

La radiografia è l'esame più specifico e sensibile, utilizzato sia in fase iniziale che nel follow up del trattamento.

La calcificazione nel 63% dei casi è localizzata a livello dell'inserzione del tendine sovraspinato, a seguire in ordine decrescente, può essere riscontrata a livello del sottospinato, sottoscapolare, infraspinato, borsa sottoacromiale.

Esistono numerose classificazioni su base radiografica. Le principali prendono in considerazione la grandezza (Bosworth) e l'aspetto ( nubescente a margini mal definiti che corrisponde alla fase di riassorbimento di Uthoff e compatta a margini definiti che corrisponde alla fase iniziale di Uthoff).

L'esame ecografico è fondamentale e determinante per la scelta terapeutica.

La Risonanza Magnatica riveste un ruolo importante nella diagnostica differenzale (lesione di cuffia, capsulite adesiva).

Come si cura?

Possono essere intraprese diverse azioni terapautiche. In un primo momento è da preferirsi un trattamento di tipo conservativo che risolve i sintomi nel 90 % dei casi e consiste in:

  • utilizzo di farmaci antinfiammatori (FANS)
  • terapia antalgica
  • onde d'urto
  • infiltrazione all'interno della borsa sottoacromiale di anestetico e cortisonico.

 

Lavaggio percutaneo ecoguidato:

è una tecnica poco invasiva, concettualmente molto semplice che si svolge in anestesia locale e offre ottimi risultati in termini di risoluzione definitiva della paroblematica specie se associata a trattamento successivo con onde d'urto.

La tecnica consiste nel posizonare il paziente sul fianco della spalla sana, si procede poi in campo sterile, sotto guida ecografica, ad inserire due o tre aghi di grosso calibro. Tramite uno di questi aghi si inietta a scelta soluzione fisiologica, EDTA o altri chelanti del calcio, dagli altri aghi si aspira o fuoriesce materiale calcifico. La tecnica prevede una iniezione in fase finale di cortisonel localmente.

Il cosidetto “lavaggio bursale” è una metodica che nel da risultati positivi nel 60 – 80 % dei casi.

E' necessario tenere presente che il trattamento spesso non si conclude alla prima seduta, inoltre è necessario intraprendere un trattamento fisioterapico simultaneamente alle procedure per evitare complicanze di rigidita' e per favorire la ripresa.

Il trattamento non può essere eseguito in pazienti che assumono anticoagulanti.

Trattamento chirugico

E' da preferire nei pazienti in cui sono fallite i due trattamenti descritti e nel caso di patologia calcifica cronica. La procedura viene eseguita in anestesia periferica oppure generale. Con l'atroscopio si elimina il deposito calcifico e si riparano le lesioni correlate ( ad esempio si esegue una sutura di cuffia con ancoretta nei casi di lesioni tendinee). L'artroscopia seppure presente risultati positivi nel 70 – 90 % dei casi, richiede un perioso di convalescenza minimo di circa 3 mesi.

 

 

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